Vai al contenuto principale

Frequenza cardiaca: FCmax e zone di allenamento (bpm)

Inserisci la tua età per stimare la frequenza cardiaca massima (FCmax) e ottenere le cinque zone di allenamento in battiti al minuto. Aggiungi la frequenza a riposo per le zone più precise con il metodo di Karvonen.

Sii il primo a valutare questa calcolatrice

Conoscere le proprie zone di frequenza cardiaca aiuta a capire a che intensità si sta lavorando: un conto è una corsa rigenerante, un altro un lavoro a soglia. Questo strumento stima la frequenza cardiaca massima (FCmax) a partire dall'età con la formula classica 220 − età e suddivide l'intervallo utile in cinque zone, dal riscaldamento allo sforzo massimale, esprimendole in battiti al minuto (bpm). Se conosci la tua frequenza cardiaca a riposo, calcola anche le zone con il metodo di Karvonen, che personalizza i valori sulla tua riserva cardiaca. Il calcolo avviene interamente nel browser ed è una stima di popolazione: i valori reali variano da persona a persona e non sostituiscono il parere di un medico.

Come si calcola la frequenza cardiaca massima

La frequenza cardiaca massima (FCmax) è il numero più alto di battiti al minuto che il cuore può raggiungere durante uno sforzo massimale. La stima più diffusa la ricava dalla sola età con la formula FCmax ≈ 220 − età: per una persona di 30 anni dà 190 bpm, per una di 50 anni dà 170 bpm.

È una formula rapida ma puramente statistica, nata per descrivere la media di una popolazione: il valore reale di una singola persona può discostarsi anche di 10–12 battiti in più o in meno. Per questo va presa come punto di partenza, non come un dato individuale preciso.

Una stima alternativa più recente è quella di Tanaka: FCmax ≈ 208 − 0,7 × età. Tende a dare valori un po' più alti per gli over 40. Questo strumento mostra entrambe, ma usa 220 − età come formula principale.

La formula di Tanaka

Tanaka (2001) propone FCmax ≈ 208 − 0,7 × età. A 30 anni dà 187 bpm (contro i 190 di 220 − età), a 60 anni dà 166 bpm (contro 160). Per gli adulti più maturi è spesso considerata più aderente ai dati reali.

Le cinque zone di allenamento

Una volta stimata la FCmax, l'intervallo utile all'allenamento si divide in cinque zone, ciascuna espressa come percentuale della FCmax. Più si sale, più aumenta l'intensità e cambia l'effetto dell'allenamento.

Lo schema seguente mostra le cinque zone come fasce di percentuale della frequenza cardiaca massima.

Le cinque zone di frequenza cardiaca
Le cinque zone di frequenza cardiaca come percentuale della FCmaxBarra orizzontale divisa in cinque fasce di intensita crescente: riscaldamento dal 50 al 60 per cento, brucia grassi dal 60 al 70 per cento, aerobica dal 70 all 80 per cento, anaerobica dall 80 al 90 per cento, massimale dal 90 al 100 per cento della frequenza cardiaca massima.ZONE DI FREQUENZA CARDIACA · % DELLA FCmaxRiscaldam.Brucia grassiAerobicaAnaerobicaMassimale50%60%70%80%90%100%Intensità crescente — da sinistra (recupero) a destra (sforzo massimale)Esempio · 30 anni → FCmax 190 bpm · zona aerobica 133–152 bpm
Le cinque zone come percentuale della FCmax. Esempio: a 30 anni la FCmax è 190 bpm e la zona aerobica (70–80%) va da 133 a 152 bpm.
Zona% della FCmaxA cosa serveEsempio (FCmax 190)
Riscaldamento50–60%Recupero attivo, riscaldamento95–114 bpm
Brucia grassi / fitness60–70%Resistenza di base, dimagrimento114–133 bpm
Aerobica70–80%Migliora la capacità cardiovascolare133–152 bpm
Anaerobica / soglia80–90%Aumenta velocità e soglia152–171 bpm
Massimale90–100%Picchi brevi, massima intensità171–190 bpm

Il metodo di Karvonen (riserva di frequenza cardiaca)

Il metodo semplice calcola le zone come percentuale diretta della FCmax. Il metodo di Karvonen è più personalizzato perché parte dalla riserva di frequenza cardiaca (HRR), cioè la differenza tra FCmax e frequenza a riposo: una persona allenata, con un cuore più efficiente a riposo, ottiene zone diverse rispetto a chi parte da una frequenza basale più alta.

La formula è: FC target = (FCmax − FC riposo) × percentuale + FC riposo. Prendiamo una persona di 30 anni (FCmax 190) con una frequenza a riposo di 60 bpm: la riserva è 190 − 60 = 130 bpm. Al 70% la zona target con Karvonen è 130 × 0,70 + 60 = 91 + 60 = 151 bpm, più alta dei 133 bpm del metodo semplice.

Per usare Karvonen serve misurare la frequenza a riposo, idealmente al mattino appena svegli, prima di alzarsi. Inserendola nel campo opzionale, lo strumento mostra entrambi i set di valori.

Come misurare la frequenza a riposo

Misura i battiti al mattino, da sdraiato e prima di alzarti, per 60 secondi (o conta 15 secondi e moltiplica per 4). Ripeti per qualche giorno e fai la media: è il valore più stabile da usare con Karvonen.

Quale zona scegliere in base all'obiettivo

Non esiste una zona "giusta" in assoluto: dipende dall'obiettivo. Per costruire resistenza di base e abituare il corpo a usare i grassi come carburante si lavora nelle zone basse (60–70%); per migliorare la capacità cardiovascolare si sta in zona aerobica (70–80%); per aumentare velocità e soglia si fanno tratti in zona anaerobica (80–90%).

Un programma equilibrato alterna le intensità: gran parte del volume in zone basse e medie, con sedute più intense mirate e ben recuperate. Restare troppo a lungo nelle zone alte aumenta il rischio di affaticamento e infortuni.

Prima di iniziare o intensificare l'allenamento

I valori calcolati sono stime generali, non un parere medico. La frequenza cardiaca massima reale varia molto da persona a persona. Consulta un medico prima di iniziare o intensificare l'attività fisica, soprattutto se hai più di 40 anni, sei sedentario o hai condizioni cardiache, ipertensione o altri fattori di rischio.

Cosa considera (e cosa no) questo calcolo

La formula 220 − età è una media statistica: non tiene conto del tuo livello di allenamento, della genetica, dei farmaci (per esempio i beta-bloccanti, che abbassano la frequenza cardiaca) o di condizioni cliniche. Per un valore davvero individuale serve un test da sforzo eseguito in ambiente medico o sportivo.

Anche le percentuali delle zone sono convenzioni diffuse ma non universali: piani di allenamento diversi usano soglie leggermente diverse. Usa questi numeri come guida pratica e, se ti alleni con metodo, abbinali a un cardiofrequenzimetro e al consiglio di un professionista.

Formula

FCmax ≈ 220 − età  (formula principale)
stima alternativa (Tanaka): FCmax ≈ 208 − 0,7 × età
zona (% FCmax) = FCmax × percentuale
Karvonen: FC target = (FCmax − FC riposo) × percentuale + FC riposo
zone: 50–60% riscaldamento · 60–70% brucia grassi · 70–80% aerobica · 80–90% anaerobica · 90–100% massimale

Esempi

  • Età 30
    FCmax 190 bpm · zona aerobica (70–80%) 133–152 bpm
  • Età 30, FC riposo 60 (Karvonen)
    al 70% → (190 − 60) × 0,7 + 60 = 151 bpm
  • Età 50
    FCmax 170 bpm · zona aerobica (70–80%) 119–136 bpm
  • Età 40 (Tanaka)
    FCmax 220 − 40 = 180 bpm · Tanaka 208 − 28 = 180 bpm
  • Età 25, brucia grassi (60–70%)
    FCmax 195 bpm → 117–137 bpm

Domande frequenti

Come si calcola la frequenza cardiaca massima?
La stima più usata è FCmax ≈ 220 − età. Per esempio, a 30 anni dà 190 bpm e a 50 anni 170 bpm. È una media statistica: il valore reale di una singola persona può variare anche di 10–12 battiti. Una stima alternativa è quella di Tanaka, 208 − 0,7 × età.
Quali sono le cinque zone di frequenza cardiaca?
Sono cinque fasce come percentuale della FCmax: riscaldamento 50–60%, brucia grassi/fitness 60–70%, aerobica 70–80%, anaerobica/soglia 80–90% e massimale 90–100%. Più si sale, maggiore è l'intensità dello sforzo.
Che cos'è il metodo di Karvonen?
È un modo più personalizzato di calcolare le zone, basato sulla riserva di frequenza cardiaca (FCmax − FC a riposo). La formula è FC target = (FCmax − FC riposo) × percentuale + FC riposo. Per chi conosce la propria frequenza a riposo dà valori più aderenti alla condizione individuale.
Qual è la zona migliore per dimagrire?
La cosiddetta zona brucia grassi è il 60–70% della FCmax: a questa intensità il corpo usa una quota maggiore di grassi come carburante. Per il dimagrimento, però, conta soprattutto il dispendio calorico totale: anche sedute più intense e più brevi sono utili. L'importante è la costanza nel tempo.
La formula 220 − età è precisa?
No, è una stima di popolazione. Descrive la media ma non il singolo individuo: lo scarto reale può essere di diversi battiti in più o in meno. Per un valore individuale serve un test da sforzo in ambiente medico o sportivo.
Come misuro la frequenza cardiaca a riposo?
Misurala al mattino appena sveglio, da sdraiato e prima di alzarti, contando i battiti per 60 secondi (oppure 15 secondi × 4). Ripeti per qualche giorno e fai la media: è il valore più stabile e quello che serve per il metodo di Karvonen.
I beta-bloccanti o altri farmaci cambiano i valori?
Sì. Alcuni farmaci, come i beta-bloccanti, abbassano la frequenza cardiaca sia a riposo sia sotto sforzo, rendendo le stime basate su 220 − età poco affidabili. In questi casi le zone vanno definite con il medico o con un test da sforzo.
È sicuro allenarsi nella zona massimale?
La zona massimale (90–100% della FCmax) si usa solo per picchi brevi e ben recuperati, ed è adatta a chi è già allenato. Non è pensata per sforzi prolungati. Prima di lavorare ad alta intensità è opportuno avere una buona base aerobica e, in caso di dubbi o fattori di rischio, il via libera di un medico.
Questi valori sostituiscono il parere del medico?
No. Sono stime generali a scopo informativo. La frequenza cardiaca massima reale varia da persona a persona e non viene determinata da una formula. Prima di iniziare o intensificare l'allenamento, soprattutto in presenza di condizioni cardiache, consulta un medico.

Strumenti correlati

Articoli in evidenza

Salute7 min di lettura

Come si calcola il BMI (IMC): la formula passo passo e le categorie OMS

Il BMI, in italiano IMC (indice di massa corporea), è il numero più citato quando si parla di peso e salute: lo trovi nelle app, sui referti, negli articoli. Ma come si calcola davvero, e soprattutto cosa significa? In questa guida vediamo la formula esatta — peso in chilogrammi diviso il quadrato dell'altezza in metri — con un esempio passo passo, le categorie definite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e, con la stessa importanza, i limiti dell'indice: il BMI è un'indicazione statistica di popolazione, non una diagnosi, e non distingue la massa grassa da quella muscolare.

14 giugno 2026Leggi
Salute7 min di lettura

Come si calcola il peso ideale: le formule di Lorenz e Devine spiegate passo passo

«Quanto dovrei pesare?» è una delle domande più cercate online, ma la risposta è meno netta di quanto sembri. Il cosiddetto peso ideale non è una misura clinica né un traguardo da raggiungere: è una stima statistica che, a partire da altezza e sesso, restituisce un valore medio di riferimento per la popolazione adulta. In questa guida vediamo che cosa si intende davvero per peso ideale, come si calcola con due formule storiche — quella di Lorenz e quella di Devine — perché conviene leggerlo come un intervallo e non come un numero unico, e soprattutto quali sono i suoi limiti. È un percorso pensato per orientarsi con consapevolezza, non per giudicare il proprio corpo.

14 giugno 2026Leggi

Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2026