Vai al contenuto principale

Calcolatrice di potenze e radici: aⁿ e radice n-esima

Scegli l'operazione e inserisci i valori: la calcolatrice trova il valore di una potenza (base elevata a esponente) o di una radice n-esima, gestendo segni, esponenti negativi e decimali e i casi senza risultato reale.

Sii il primo a valutare questa calcolatrice

Potenze e radici sono due operazioni inverse l'una dell'altra: elevare a potenza significa moltiplicare un numero per se stesso tante volte quanto indica l'esponente, mentre estrarre una radice significa cercare quel numero che, elevato all'indice, restituisce il radicando. Questa calcolatrice riunisce le due operazioni in un unico strumento: in modalità Potenza calcola a^b (con esponenti interi, decimali o negativi e con la corretta regola dei segni per le basi negative), in modalità Radice calcola la radice n-esima di un numero (radice quadrata, cubica e oltre). Gestisce in modo esplicito i casi limite — 0⁰, basi negative con esponenti frazionari, radici di numeri negativi con indice pari — segnalando quando il risultato non esiste nel campo dei numeri reali. Il calcolo è puramente matematico e avviene interamente nel browser.

Potenze e radici: definizioni e relazione inversa

Una potenza a^b è il prodotto della base a per se stessa un numero di volte pari all'esponente b: 2^3 = 2 × 2 × 2 = 8. La radice n-esima di un numero a è invece quel valore che, elevato all'indice n, restituisce a: la radice cubica di 8 è 2 perché 2^3 = 8.

Le due operazioni sono inverse: estrarre la radice n-esima equivale a elevare alla potenza 1/n. La radice quadrata di un numero è il numero elevato a 0,5, la radice cubica è il numero elevato a 1/3. Per questo un'unica calcolatrice può gestirle entrambe: radice n-esima di a = a^(1/n).

Lo schema seguente mostra le due operazioni e il loro legame.

Potenza e radice come operazioni inverse
Relazione tra potenza e radiceLa potenza eleva la base all'esponente: due elevato a tre fa otto. La radice e l'operazione inversa: la radice cubica di otto fa due. Estrarre la radice n-esima equivale a elevare a uno diviso n. La radice quadrata di sedici e quattro perche quattro al quadrato fa sedici.POTENZA · RADICEPOTENZA2³ = 2 × 2 × 2 = 8RADICE (inversa)radice cubica di 8 = 2radice n-esima di a = a^(1/n)Esempio · radice quadrata di 16 = 4, perché 4² = 16La radice quadrata ha indice 2, la radice cubica indice 3: l'indice dice a quale potenza tornare.
La radice è l'operazione inversa della potenza: estrarre la radice n-esima equivale a elevare all'esponente 1/n.

La regola dei segni nelle potenze

Quando la base è negativa e l'esponente è un numero intero, il segno del risultato dipende dalla parità dell'esponente: con esponente pari il risultato è positivo, con esponente dispari è negativo. Così (−2)^2 = 4, ma (−2)^3 = −8.

È importante non confondere (−2)^2 con −2^2: nel primo caso si eleva la base negativa (risultato 4), nel secondo l'elevamento riguarda solo il 2 e poi si applica il segno meno (risultato −4). Le parentesi cambiano completamente il significato.

Se la base è negativa e l'esponente non è intero (per esempio 0,5), il risultato non esiste tra i numeri reali: sarebbe un numero complesso. La calcolatrice segnala questo caso come «nessun risultato reale».

Errore comune: dimenticare le parentesi

Scrivere −2² intendendo (−2)² è un errore frequente: senza parentesi l'elevamento riguarda solo il 2 e il risultato è −4, non 4. Quando la base è negativa, racchiudila sempre tra parentesi.

OperazioneRisultatoPerché
(−2)²4esponente pari → positivo
(−2)³−8esponente dispari → negativo
−2²−4il segno è fuori: −(2²)
(−2)^0,5nessun risultato realebase negativa, esponente non intero

Esponente zero, negativo e frazionario

Esponente 0: qualsiasi numero diverso da zero elevato a 0 vale 1 (5^0 = 1, 100^0 = 1). Il caso 0^0 è una convenzione: in questa calcolatrice, come in gran parte della matematica discreta e nelle calcolatrici scientifiche, vale 1.

Esponente negativo: a^(−n) equivale a 1 ÷ a^n. Quindi 2^(−3) = 1 ÷ 8 = 0,125. Un'unica eccezione: 0 elevato a un esponente negativo equivale a dividere per zero e quindi non è definito.

Esponente frazionario: a^(1/n) è la radice n-esima di a, mentre a^(m/n) è la radice n-esima di a elevato a m. Per esempio 8^(2/3) = (radice cubica di 8)² = 2² = 4.

0⁰ = 1: una scelta di convenzione

Il valore di 0⁰ è oggetto di dibattito: in analisi può essere una forma indeterminata, ma in algebra, combinatoria e nelle calcolatrici si pone per convenzione uguale a 1, scelta adottata anche qui.

Radici di numeri negativi: indice pari e dispari

La radice di un numero positivo esiste sempre. Per i numeri negativi la risposta dipende dall'indice: se l'indice è dispari (radice cubica, quinta, …) la radice reale esiste ed è negativa, perché un numero negativo elevato a una potenza dispari resta negativo. Così la radice cubica di −27 = −3, perché (−3)³ = −27.

Se invece l'indice è pari (radice quadrata, quarta, …) un numero negativo non ha radice reale: nessun numero reale elevato a una potenza pari può dare un risultato negativo. La radice quadrata di −4 non esiste tra i reali (sarebbe il numero immaginario 2i). La calcolatrice segnala questo caso come «nessuna radice reale».

L'indice deve essere un numero diverso da zero: l'indice 2 indica la radice quadrata (il valore predefinito), l'indice 3 la radice cubica e così via.

Come riconoscere subito il caso

Radicando ≥ 0: la radice esiste sempre. Radicando < 0 con indice dispari: radice negativa. Radicando < 0 con indice pari: nessuna radice reale (è un numero complesso).

Esempi pratici e ordini di grandezza

Le potenze compaiono ovunque: l'area di un quadrato è il lato al quadrato, il volume di un cubo è lo spigolo al cubo, gli interessi composti crescono come una potenza del tempo. Le radici servono per il percorso inverso: dal volume al lato, dalla superficie alla dimensione lineare.

Qualche valore di riferimento utile da memorizzare: 2^10 = 1024 (un «kilo» in informatica), 10^3 = 1000, 10^6 = un milione, la radice quadrata di 2 ≈ 1,41421356 e la radice quadrata di 3 ≈ 1,7320508.

OperazioneRisultato
2^101024
10^31000
2^0,5 (radice quadrata di 2)≈ 1,41421356
radice quadrata di 164
radice cubica di 273
radice cubica di −27−3

Formula

potenza: a^b
base negativa con esponente intero: il segno segue la parità di b (pari → +, dispari → −)
esponente negativo: a^(−n) = 1 ÷ a^n
convenzione: 0^0 = 1
radice n-esima: radice n-esima di a = a^(1/n)
radicando negativo: indice dispari → radice reale negativa; indice pari → nessuna radice reale

Esempi

  • 2^10
    1024
  • 2^0,5 (radice quadrata di 2)
    ≈ 1,41421356
  • (−2)^3
    −8 (esponente dispari → segno negativo)
  • 5^0
    1
  • radice quadrata di 16
    4
  • radice cubica di −27
    −3 (indice dispari)
  • radice quadrata di −4
    nessuna radice reale (numero complesso)

Domande frequenti

Come si calcola una potenza?
Una potenza a^b si calcola moltiplicando la base a per se stessa tante volte quanto indica l'esponente b. Per esempio 2^3 = 2 × 2 × 2 = 8. Con esponenti decimali o negativi il calcolo passa per la relazione con le radici e i reciproci, ma la calcolatrice lo esegue automaticamente.
Quanto vale qualsiasi numero elevato a zero?
Qualsiasi numero diverso da zero elevato a 0 vale 1: 5^0 = 1, 100^0 = 1. Il caso particolare 0^0 è una convenzione: in questa calcolatrice, come nella maggior parte delle calcolatrici scientifiche, vale 1.
Quanto fa 0 elevato a 0?
Per convenzione 0^0 = 1. In analisi matematica può essere considerato una forma indeterminata, ma in algebra, combinatoria e nelle calcolatrici si pone uguale a 1, scelta adottata anche qui. La calcolatrice lo segnala con una nota dedicata.
Come si calcola una potenza con esponente negativo?
Un esponente negativo indica il reciproco: a^(−n) = 1 ÷ a^n. Per esempio 2^(−3) = 1 ÷ 2^3 = 1 ÷ 8 = 0,125. L'unica eccezione è 0 elevato a un esponente negativo, che equivale a dividere per zero e non è definito.
Perché (−2)² e −2² danno risultati diversi?
Perché le parentesi cambiano cosa viene elevato. In (−2)² si eleva la base negativa: (−2) × (−2) = 4. In −2² si eleva solo il 2 e poi si applica il segno meno: −(2 × 2) = −4. Quando la base è negativa va sempre racchiusa tra parentesi.
Una base negativa può avere un esponente decimale?
No, non nel campo dei numeri reali. Una base negativa elevata a un esponente non intero (per esempio (−2)^0,5) darebbe un numero complesso. La calcolatrice segnala questo caso come «nessun risultato reale».
Come si calcola la radice n-esima di un numero?
La radice n-esima di a è il numero che, elevato a n, restituisce a; equivale a elevare a all'esponente 1/n. La radice quadrata ha indice 2, la radice cubica indice 3. Per esempio la radice cubica di 27 è 3 perché 3^3 = 27.
Si può calcolare la radice di un numero negativo?
Dipende dall'indice. Con indice dispari sì: la radice cubica di −27 è −3, perché (−3)³ = −27. Con indice pari no: la radice quadrata di −4 non esiste tra i numeri reali (sarebbe il numero immaginario 2i). La calcolatrice indica «nessuna radice reale» in questo caso.
Qual è la differenza tra radice quadrata e radice cubica?
La radice quadrata ha indice 2 e cerca il numero che al quadrato dà il radicando (radice quadrata di 16 = 4). La radice cubica ha indice 3 e cerca il numero che al cubo dà il radicando (radice cubica di 27 = 3). Più in generale, l'indice indica a quale potenza il risultato deve tornare al radicando.
Quanto vale 2^10?
2^10 = 1024. È un valore di riferimento in informatica, dove rappresenta un «kilo» binario (1 KiB = 1024 byte). Altri valori utili: 2^8 = 256, 2^16 = 65 536, 2^20 = 1 048 576 (un «mega»).

Strumenti correlati

Articoli in evidenza

Matematica7 min di lettura

Come si calcola la percentuale: i 3 casi fondamentali con esempi

La percentuale è uno dei calcoli più usati nella vita di tutti i giorni — sconti, IVA, interessi, statistiche, aumenti di prezzo — eppure genera ancora confusione, soprattutto quando si tratta di capire «quale conto fare». In realtà i casi davvero fondamentali sono solo tre: calcolare la percentuale di un numero, scoprire che percentuale è una parte rispetto a un totale e misurare la variazione tra un valore vecchio e uno nuovo. In questa guida vediamo cos'è una percentuale, le tre formule passo per passo con esempi concreti, gli errori più comuni da evitare e una tabella delle percentuali più frequenti.

14 giugno 2026Leggi
Matematica6 min di lettura

Come si calcola lo sconto: prezzo scontato e percentuale passo passo

Davanti a un cartellino con scritto «−30%» la domanda è sempre la stessa: quanto pago davvero e quanto risparmio? Calcolare lo sconto è un'operazione di percentuali alla portata di tutti, ma nasconde un paio di trappole — gli sconti successivi che non si sommano, la differenza tra importo dello sconto e prezzo scontato — che fanno sbagliare i conti a colpo d'occhio. In questa guida vediamo cos'è lo sconto, come si calcola l'importo della riduzione, come si ottiene il prezzo finale e come si ricava la percentuale di sconto partendo da due prezzi, con esempi in euro e un cenno al rapporto tra sconto e IVA.

14 giugno 2026Leggi
Matematica6 min di lettura

Come si calcola l'età esatta da una data di nascita

Calcolare l'età sembra banale — basta sottrarre l'anno di nascita dall'anno corrente — ma quel conto è giusto solo metà delle volte. L'età che conta nella vita di tutti i giorni è quella degli anni compiuti, cioè quanti compleanni sono già passati: e se il compleanno di quest'anno non è ancora arrivato, bisogna togliere uno. In questa guida vediamo come si conta davvero l'età, passo per passo, dalla differenza tra gli anni alla correzione per mese e giorno, fino all'età espressa in mesi e giorni e al conteggio dei giorni tra due date. Spieghiamo anche cosa sono gli anni bisestili e come incidono sul conteggio, compreso il caso particolare di chi è nato il 29 febbraio.

14 giugno 2026Leggi

Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2026