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Equazione di secondo grado ax² + bx + c = 0: discriminante e radici

Inserisci i coefficienti a, b e c dell'equazione ax² + bx + c = 0 e ottieni subito il discriminante Δ e le soluzioni: due radici reali, una radice doppia o due radici complesse coniugate, con i passaggi.

Sii il primo a valutare questa calcolatrice

Un'equazione di secondo grado ha la forma ax² + bx + c = 0, con a diverso da zero. La chiave per risolverla è il discriminante Δ = b² − 4ac, che decide quante e che tipo di soluzioni esistono: se Δ è positivo ci sono due radici reali distinte, se è nullo c'è una sola radice reale (doppia), se è negativo le due radici sono numeri complessi coniugati. Le radici si calcolano con la formula risolutiva x = (−b ± √Δ) / (2a). Questa calcolatrice applica esattamente questo procedimento e gestisce anche il caso limite in cui a = 0, quando l'equazione non è più di secondo grado: se b è diverso da zero diventa un'equazione lineare con un'unica soluzione x = −c / b, altrimenti è degenere (nessuna soluzione o infinite). Tutti i calcoli avvengono nel browser, con i passaggi mostrati, senza inviare dati e senza registrazione.

La formula risolutiva e il discriminante

Per risolvere ax² + bx + c = 0 (con a ≠ 0) si usa la formula risolutiva: x = (−b ± √Δ) / (2a), dove Δ = b² − 4ac è il discriminante. Il segno di Δ determina la natura delle soluzioni, prima ancora di calcolarle.

Se Δ > 0 l'equazione ha due radici reali distinte (la radice quadrata di Δ è un numero reale, sommato e sottratto). Se Δ = 0 le due radici coincidono in una sola radice reale doppia, x = −b / (2a). Se Δ < 0 non esistono radici reali: si ottengono due radici complesse coniugate, della forma p ± qi, con parte reale p = −b / (2a) e parte immaginaria q = √(−Δ) / (2a).

Lo schema riassume i tre casi a seconda del segno del discriminante.

Il discriminante e i tre casi dell'equazione di secondo grado
Il discriminante e i tre casi dell'equazione di secondo gradoLa formula risolutiva x uguale meno b piu o meno radice di delta, tutto diviso due a, con delta uguale b al quadrato meno quattro a c. Tre casi: se delta è maggiore di zero due radici reali distinte; se delta è uguale a zero una radice reale doppia; se delta è minore di zero due radici complesse coniugate.EQUAZIONE DI SECONDO GRADO · ax² + bx + c = 0x = ( −b ± √Δ ) ÷ ( 2a )Δ = b² − 4acformula risolutivadiscriminanteΔ > 0due radici realidistintex₁ ≠ x₂Δ = 0una radice realedoppiax = −b ÷ 2aΔ < 0due radici complesseconiugatep ± qiSe a = 0 l'equazione non è di secondo grado: con b ≠ 0 diventa lineare (x = −c ÷ b), altrimenti è degenere.
Il segno del discriminante Δ = b² − 4ac decide la natura delle soluzioni: due reali (Δ > 0), una doppia (Δ = 0), due complesse coniugate (Δ < 0).

Esempi svolti per ogni caso

Vediamo un esempio per ciascun caso. Δ > 0 — per x² − 5x + 6 = 0 si ha Δ = (−5)² − 4·1·6 = 25 − 24 = 1; le radici sono x = (5 ± 1) ÷ 2, cioè 3 e 2. Δ = 0 — per x² − 4x + 4 = 0 il discriminante è 16 − 16 = 0 e c'è una sola radice doppia x = 4 ÷ 2 = 2. Δ < 0 — per x² + 1 = 0 si ha Δ = 0 − 4 = −4 e le radici sono complesse: 0 + i e 0 − i.

Quando a = 0 l'equazione perde il termine in x² e non è più di secondo grado. Per esempio 2x − 4 = 0 è lineare e ha l'unica soluzione x = 4 ÷ 2 = 2; se anche b = 0 l'equazione è degenere (0 = 0 è sempre vera, 5 = 0 è sempre falsa).

Radici reali: somma e prodotto

Quando le radici sono reali puoi controllarle con le relazioni di Viète: la somma vale −b ÷ a e il prodotto vale c ÷ a. Per x² − 5x + 6 = 0: somma 3 + 2 = 5 = −(−5)÷1 e prodotto 3 × 2 = 6 = 6 ÷ 1. Un modo veloce per verificare il risultato.

EquazioneΔCasoSoluzioni
x² − 5x + 6 = 01Δ > 0x = 3 e x = 2
x² − 4x + 4 = 00Δ = 0x = 2 (doppia)
x² + 1 = 0−4Δ < 00 + i e 0 − i
2x − 4 = 0 (a = 0)linearex = 2

Le radici complesse quando Δ < 0

Quando il discriminante è negativo, √Δ non esiste tra i numeri reali, ma esiste tra i numeri complessi: si introduce l'unità immaginaria i, definita da i² = −1. Le due soluzioni diventano numeri complessi coniugati, cioè con la stessa parte reale e parti immaginarie opposte: p + qi e p − qi.

La parte reale è p = −b ÷ (2a), comune a entrambe; la parte immaginaria è q = √(−Δ) ÷ (2a). Per esempio, per x² + 1 = 0 si ha p = 0 e q = 1, quindi le radici sono 0 + i e 0 − i; per x² + 2x + 5 = 0 si ottiene Δ = −16, p = −1 e q = 2, cioè −1 + 2i e −1 − 2i.

Coniugate: sempre a coppie

Per un'equazione a coefficienti reali, le radici complesse compaiono sempre a coppie coniugate: se p + qi è soluzione lo è anche p − qi. Per questo, quando Δ < 0, la calcolatrice restituisce esattamente due radici simmetriche rispetto all'asse reale.

Formula

Discriminante:  Δ = b² − 4ac
Δ > 0  →  due radici reali distinte:   x = (−b ± √Δ) ÷ (2a)
Δ = 0  →  una radice reale doppia:     x = −b ÷ (2a)
Δ < 0  →  due radici complesse:        x = (−b ± i·√−Δ) ÷ (2a)  →  p ± qi
a = 0  →  non di secondo grado: lineare x = −c ÷ b (se b ≠ 0), altrimenti degenere

Esempi

  • x² − 5x + 6 = 0
    Δ = 1 · due radici reali: x = 3 e x = 2
  • x² − 4x + 4 = 0
    Δ = 0 · radice doppia: x = 2
  • x² + 1 = 0
    Δ = −4 · radici complesse: 0 + i e 0 − i
  • 2x − 4 = 0 (a = 0)
    Equazione lineare: x = 2

Domande frequenti

Che cos'è un'equazione di secondo grado?
È un'equazione della forma ax² + bx + c = 0 con a diverso da zero, dove a, b e c sono numeri reali detti coefficienti. Il termine ax² (di grado 2) è quello che la caratterizza. Si risolve con la formula risolutiva x = (−b ± √Δ) ÷ (2a), dove Δ = b² − 4ac è il discriminante.
Che cos'è il discriminante e a cosa serve?
Il discriminante è Δ = b² − 4ac e indica quante e che tipo di soluzioni ha l'equazione, prima ancora di calcolarle. Se Δ > 0 ci sono due radici reali distinte, se Δ = 0 una radice reale doppia, se Δ < 0 due radici complesse coniugate. È il primo valore da calcolare per risolvere l'equazione.
Qual è la formula risolutiva dell'equazione di secondo grado?
La formula risolutiva è x = (−b ± √Δ) ÷ (2a), con Δ = b² − 4ac. Il simbolo ± indica che si ottengono due valori, sommando e sottraendo la radice del discriminante. Per esempio, per x² − 5x + 6 = 0 si ha Δ = 1 e x = (5 ± 1) ÷ 2, cioè 3 e 2.
Quando l'equazione ha due soluzioni reali?
Quando il discriminante è positivo (Δ > 0): la radice quadrata di Δ è un numero reale e sommandola e sottraendola a −b si ottengono due valori diversi. Per esempio x² − 5x + 6 = 0 ha Δ = 1 > 0 e quindi due radici reali distinte, x = 3 e x = 2.
Cosa significa che c'è una radice doppia?
Quando Δ = 0 la formula risolutiva dà un solo valore, x = −b ÷ (2a), perché √Δ = 0 e il ± non produce più due risultati distinti. Si parla di radice doppia (o coincidente): le due soluzioni coincidono. Per esempio x² − 4x + 4 = 0 ha Δ = 0 e radice doppia x = 2.
Cosa sono le radici complesse coniugate?
Quando Δ < 0 non ci sono soluzioni reali, ma due numeri complessi della forma p + qi e p − qi, dove i è l'unità immaginaria (i² = −1). La parte reale è p = −b ÷ (2a) e la parte immaginaria q = √(−Δ) ÷ (2a). Per esempio x² + 1 = 0 ha radici 0 + i e 0 − i.
Cosa succede se a = 0?
Se a = 0 l'equazione non è più di secondo grado perché sparisce il termine in x². Se b è diverso da zero diventa un'equazione lineare bx + c = 0 con un'unica soluzione x = −c ÷ b. Se anche b = 0 l'equazione è degenere: ha infinite soluzioni se c = 0, nessuna se c ≠ 0.
Come posso verificare le soluzioni reali?
Con le relazioni di Viète: per ax² + bx + c = 0 la somma delle radici vale −b ÷ a e il prodotto vale c ÷ a. Per x² − 5x + 6 = 0 le radici 3 e 2 hanno somma 5 (= −(−5)÷1) e prodotto 6 (= 6 ÷ 1), il che conferma il risultato. In alternativa, sostituisci ogni radice nell'equazione.
Posso inserire coefficienti decimali o negativi?
Sì. I coefficienti a, b e c possono essere interi, decimali (con la virgola 2,5 o il punto 2.5) e negativi. I campi lasciati vuoti valgono 0. L'unica condizione perché l'equazione sia di secondo grado è che a sia diverso da zero; altrimenti viene risolta come lineare o segnalata come degenere.
Perché le radici complesse compaiono sempre in coppia?
Perché i coefficienti dell'equazione sono numeri reali: in questo caso, se p + qi è una soluzione, lo è necessariamente anche la sua coniugata p − qi. Per questo, quando il discriminante è negativo, l'equazione di secondo grado fornisce sempre due radici complesse coniugate, simmetriche rispetto all'asse reale.

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Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2026