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Calcolo ritenuta d'acconto 2026: netto in fattura, 20% e provvigioni

Inserisci il compenso, scegli il tipo di prestazione e la cassa previdenziale per ottenere la ritenuta d'acconto 2026 e il netto a pagare in fattura. Funziona anche al contrario: dal netto al compenso lordo da fatturare.

Sii il primo a valutare questa calcolatrice

La ritenuta d'acconto è un anticipo d'imposta che il committente (sostituto d'imposta) trattiene dal compenso del professionista e versa allo Stato per suo conto. Per i lavoratori autonomi residenti è il 20% del compenso; per le provvigioni di agenti e rappresentanti è l'11,5% (o il 4,6% per chi si avvale di dipendenti), mentre i non residenti subiscono il 30%. Il calcolo del 20% è semplice: il vero nodo è la base su cui si applica la ritenuta quando c'è la cassa previdenziale al 4%. La rivalsa INPS della Gestione Separata fa parte del compenso ed è soggetta a ritenuta; il contributo integrativo della cassa professionale no. Questo strumento usa aliquote datate e ufficiali, mostra l'intera scomposizione della fattura — compenso, cassa, IVA, ritenuta e netto — e indica sempre su quale base ha calcolato la ritenuta, con il codice tributo F24 e la scadenza di versamento.

Come si calcola la ritenuta d'acconto

La ritenuta d'acconto si calcola applicando l'aliquota prevista per il tipo di prestazione alla base imponibile corretta. Per un professionista residente l'aliquota è il 20%, di norma sul solo compenso.

In fattura, la ritenuta non incide sull'IVA: si calcola sul compenso (più l'eventuale rivalsa INPS) e poi si sottrae dal totale per ottenere il netto che il committente paga davvero. Lo schema riassume l'intero passaggio.

Esiste anche il calcolo inverso: se sai quanto vuoi incassare netto, lo strumento risale al compenso lordo da indicare in fattura.

Catena di calcolo della ritenuta d'acconto
Catena di calcolo della ritenuta d'accontoDal compenso si aggiunge l'eventuale contributo cassa per ottenere l'imponibile IVA. Si aggiunge l'IVA e si ottiene il totale fattura. Si sottrae la ritenuta d'acconto, calcolata sulla base corretta (compenso, o compenso più rivalsa per la Gestione Separata INPS), e si ottiene il netto a pagare.DAL COMPENSO AL NETTO IN FATTURACOMPENSO+ cassa (4%)IMPONIBILE IVA+ IVA 22%TOTALE FATTURA− ritenutaNETTOa pagareRITENUTA = BASE × ALIQUOTAbase = compenso (cassa professionale)base = compenso + rivalsa (Gestione Separata INPS)NETTO A PAGARE
Dal compenso al netto: la ritenuta si calcola sulla base corretta e si sottrae dal totale fattura.

La trappola: la base cambia con il tipo di cassa

Quando il professionista applica la quota previdenziale del 4%, la base della ritenuta dipende dal tipo di cassa. È l'errore più comune e cambia la cifra trattenuta.

Gestione Separata INPS: il 4% è una rivalsa che fa parte del compenso, quindi è soggetta a ritenuta. La base diventa compenso + rivalsa.

Cassa professionale (es. avvocati, ingegneri): il 4% è un contributo integrativo che non è soggetto a ritenuta. La base resta il solo compenso.

La differenza è di €8

Stesso compenso, stessa IVA: la cassa professionale dà 1.068,80 € netti, la Gestione Separata 1.060,80 €. Gli €8 in meno nascono dal fatto che la rivalsa INPS entra nella base della ritenuta, mentre il contributo cassa no.

Compenso €1.000 + 4% cassa, IVA 22%Cassa professionaleGestione Separata INPS
Contributo cassa (4%)40 € (non soggetto)40 € (soggetto)
Imponibile IVA1.040 €1.040 €
IVA 22%228,80 €228,80 €
Base della ritenuta1.000 €1.040 €
Ritenuta 20%200 €208 €
Netto a pagare1.068,80 €1.060,80 €

Le aliquote della ritenuta d'acconto

L'aliquota dipende dal tipo di reddito. Per il lavoro autonomo e le prestazioni occasionali è il 20%; per le provvigioni si applica un'aliquota effettiva (il 23% su una parte della provvigione).

Provvigioni 11,5% e 4,6%

Le aliquote delle provvigioni sono già «effettive»: l'agente che dichiara di avvalersi stabilmente di dipendenti o collaboratori subisce il 4,6% invece dell'11,5%, presentando l'apposita dichiarazione al committente.

Tipo di prestazioneAliquotaBase
Lavoro autonomo / professionista20%compenso (+ rivalsa se Gestione Separata)
Prestazione occasionale20%compenso
Provvigione agente/rappresentante11,5%provvigione (23% su 50%)
Provvigione ridotta (con dipendenti)4,6%provvigione (23% su 20%)
Professionista non residente30%compenso (a titolo d'imposta)

Quando NON si applica la ritenuta

Non tutte le fatture subiscono la ritenuta. In regime forfettario il percipiente non subisce ritenuta: lo indica in fattura con l'apposita dicitura.

Anche un committente privato senza partita IVA non è sostituto d'imposta, quindi non opera la ritenuta. Restano fuori dalla base i rimborsi spese documentati ex art. 15 (anticipazioni in nome e per conto), se esposti separatamente in fattura.

Forfettari

Se sei in regime forfettario, scegli «Nessuna ritenuta»: la fattura non subisce ritenuta e il netto coincide con il totale. Ricorda la dicitura di esonero in fattura.

Versamento: codici tributo F24 e scadenza

La ritenuta la versa il committente (sostituto d'imposta), non il professionista, con il modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento della fattura.

I codici tributo sono 1040 per il lavoro autonomo e 1038 per le provvigioni. Il professionista ritrova le ritenute subite nella Certificazione Unica e le scomputa in dichiarazione.

Formula

Forward (da lordo a netto):
  contributo    = compenso × cassa%            (0 se nessuna cassa)
  imponibileIVA = compenso + contributo
  iva           = imponibileIVA × iva%
  baseRitenuta  = compenso + contributo   (Gestione Separata INPS — rivalsa soggetta)
                = compenso                (cassa professionale / nessuna cassa / non residente)
                = provvigione             (provvigioni: aliquota già effettiva)
                = 0                       (nessuna ritenuta: forfettario / privato)
  ritenuta      = baseRitenuta × aliquota[tipo]   (20% / 11,5% / 4,6% / 30%)
  totaleFattura = imponibileIVA + iva
  nettoAPagare  = totaleFattura − ritenuta

Inverso (da netto a lordo):
  si inverte la catena risolvendo per il compenso. Caso semplice (no cassa, no IVA):
  lordo = netto / (1 − aliquota)

Esempi

  • Professionista €1.000, Cassa professionale 4%, IVA 22%, ritenuta 20%
    contributo 40 (non soggetto) · IVA 228,80 · base ritenuta 1.000 · ritenuta 200 · totale 1.268,80 → netto 1.068,80 €
  • Professionista €1.000, Gestione Separata INPS 4%, IVA 22%, ritenuta 20%
    rivalsa 40 (soggetta) · IVA 228,80 · base ritenuta 1.040 · ritenuta 208 · totale 1.268,80 → netto 1.060,80 €
  • Professionista €2.000, nessuna cassa, IVA 22%, 20%
    IVA 440 · ritenuta 400 · totale 2.440 → netto 2.040 €
  • Provvigione agente standard €10.000, 11,5%
    ritenuta 1.150 €
  • Provvigione ridotta (con dipendenti) €10.000, 4,6%
    ritenuta 460 €
  • Prestazione occasionale €500, senza IVA, 20%
    ritenuta 100 → netto 400 €
  • Calcolo inverso: netto €800, professionista 20%, no cassa no IVA
    lordo = 800 / 0,80 = 1.000 € (ritenuta 200)

Domande frequenti

Come si calcola la ritenuta d'acconto?
Si applica l'aliquota del tipo di prestazione alla base imponibile. Per un professionista residente è il 20% del compenso: su 1.000 € la ritenuta è 200 €. In fattura la ritenuta non tocca l'IVA: si calcola sul compenso (più l'eventuale rivalsa INPS) e si sottrae dal totale per ottenere il netto a pagare.
La ritenuta si applica sulla cassa previdenziale?
Dipende dal tipo di cassa. La rivalsa del 4% della Gestione Separata INPS fa parte del compenso ed è soggetta a ritenuta (base = compenso + rivalsa). Il contributo integrativo del 4% della cassa professionale NON è soggetto a ritenuta (base = solo compenso). Su un compenso di 1.000 € la differenza vale 8 € di ritenuta.
I forfettari subiscono la ritenuta d'acconto?
No. Chi è in regime forfettario non subisce la ritenuta d'acconto: lo indica in fattura con l'apposita dicitura di esonero. Il netto incassato coincide quindi con il totale della fattura.
Qual è l'aliquota per le provvigioni?
Per le provvigioni di agenti e rappresentanti la ritenuta effettiva è l'11,5% (23% applicato sul 50% della provvigione). Scende al 4,6% (23% sul 20%) per chi dichiara di avvalersi in via continuativa di dipendenti o collaboratori. Il codice tributo F24 è il 1038.
Quando si versa la ritenuta d'acconto?
La versa il committente (sostituto d'imposta) con il modello F24 entro il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento della fattura. I codici tributo sono 1040 per il lavoro autonomo e 1038 per le provvigioni.
Come passo dal netto al compenso lordo da fatturare?
Con il calcolo inverso. Nel caso semplice (professionista, niente cassa, niente IVA) il lordo è netto / (1 − aliquota): per incassare 800 € netti al 20% servono 800 / 0,80 = 1.000 € di compenso. Lo strumento gestisce anche i casi con cassa e IVA.
Quanto trattiene la ritenuta su un non residente?
Il professionista non residente subisce una ritenuta a titolo d'imposta del 30%, salvo le convenzioni contro le doppie imposizioni che, presentando la documentazione richiesta, possono ridurre l'aliquota o azzerare il prelievo.
Il risultato di questo calcolo è ufficiale?
È una stima basata sulle aliquote di legge 2026 (DPR 600/1973). La base e l'aliquota variano per tipo di reddito e regime; per i casi particolari (provvigioni, non residenti, diritti d'autore) verifica con il tuo commercialista. Non sostituisce la consulenza professionale.

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Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2026