NASpI 2026: come si calcolano l'importo e la durata passo passo
La NASpI è l'indennità di disoccupazione a cui ha diritto chi perde il lavoro in modo involontario, ma il suo calcolo confonde più del dovuto: l'importo non è una percentuale fissa dello stipendio, la durata dipende dalle settimane di contributi e dal sesto mese in poi l'assegno cala con il «décalage». Per il 2026 cambiano anche i numeri di riferimento: la soglia sale a 1.456,72 € e il tetto massimo a 1.584,70 € (Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026). In questa guida vediamo chi ha diritto alla NASpI, come si determina la retribuzione media di riferimento, come si calcola l'importo lordo mensile passo per passo con esempi concreti, quanto dura l'indennità, come funziona la riduzione progressiva e come la NASpI viene tassata.
Che cos'è la NASpI e chi ne ha diritto
La NASpI è la Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego: l'indennità mensile di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori dipendenti del settore privato che hanno perso involontariamente il posto di lavoro. È disciplinata dal D.Lgs. 22/2015 e sostituisce le vecchie ASpI e mini-ASpI. Non è un sussidio assistenziale: è una prestazione di natura assicurativa, finanziata dai contributi versati durante il rapporto di lavoro, e per questo il suo importo e la sua durata dipendono dalla storia contributiva del lavoratore.
Per avere diritto alla NASpI nel 2026 servono due requisiti. Il primo è lo stato di disoccupazione involontaria: la NASpI spetta a chi è stato licenziato e, in generale, a chi ha perso il lavoro senza averlo deciso. Le dimissioni non danno diritto all'indennità, salvo i casi di dimissioni per giusta causa e di dimissioni durante il periodo tutelato di maternità. Sono coperte anche le risoluzioni consensuali nell'ambito della procedura di conciliazione obbligatoria. Il secondo requisito è contributivo: occorrono almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni che precedono l'inizio della disoccupazione.
È importante un chiarimento, perché molte fonti riportano ancora informazioni superate: il vecchio requisito delle «30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi» è stato abolito dalla Legge di Bilancio 2022 e non è più in vigore. Oggi l'unico requisito di lavoro pregresso è quello delle 13 settimane di contribuzione nei 4 anni. Per stimare importo e durata in base alla tua situazione puoi usare la calcolatrice NASpI.
Fino al 2021 serviva, oltre ai contributi, anche aver lavorato almeno 30 giornate nei 12 mesi precedenti. Questo requisito è stato abolito dalla Legge di Bilancio 2022: nel 2026 contano solo lo stato di disoccupazione involontaria e le 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni.
Passo 1 — La retribuzione media mensile di riferimento
Il calcolo della NASpI parte da una grandezza chiave: la retribuzione media mensile di riferimento, che indichiamo con R. Non è lo stipendio dell'ultimo mese, ma una media costruita su tutta la retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi anni. La formula prevista dal D.Lgs. 22/2015 è: R = (imponibile previdenziale degli ultimi 4 anni ÷ numero di settimane di contribuzione) × 4,33.
Il procedimento è in tre tempi. Prima si somma tutta la retribuzione imponibile percepita nei 4 anni precedenti la disoccupazione. Poi la si divide per il numero di settimane in cui sono stati versati contributi nello stesso periodo: si ottiene così la retribuzione media settimanale. Infine si moltiplica per il coefficiente 4,33 (il numero medio di settimane in un mese, cioè 52 ÷ 12) per passare dal dato settimanale a quello mensile. Il risultato è R, la base su cui si calcola l'indennità.
Un esempio: se nei 4 anni un lavoratore ha avuto 60.000 € di imponibile distribuiti su circa 180 settimane di contributi, la retribuzione media settimanale è 60.000 ÷ 180 = 333,33 €; moltiplicata per 4,33 dà una R di circa 1.443 € al mese. È questo valore mensile, e non l'ultima busta paga, a determinare l'importo della NASpI.
La retribuzione di riferimento è una media sull'imponibile degli ultimi 4 anni rapportata alle settimane di contribuzione. Periodi part-time, interruzioni e variazioni di stipendio incidono tutti su R: per questo l'importo della NASpI può differire, anche di parecchio, dall'ultima retribuzione percepita.
Passo 2 — Il calcolo dell'importo lordo mensile
Determinata R, si calcola l'importo lordo mensile della NASpI con un meccanismo a due fasce, basato sulla soglia 2026 di 1.456,72 €. La regola è: se R è inferiore o uguale alla soglia, la NASpI è pari al 75% di R. Se invece R supera la soglia, all'75% della soglia si aggiunge il 25% della parte eccedente. In formula: NASpI = 75% × min(R; 1.456,72) + 25% × max(0; R − 1.456,72).
In pratica il 75% della soglia vale sempre 1.092,54 € (cioè 1.456,72 × 75%): è la quota fissa che spetta a chiunque abbia una R pari o superiore alla soglia. A questa si somma un quarto di ciò che eccede i 1.456,72 €. C'è però un limite: l'importo così ottenuto non può mai superare il tetto massimo 2026 di 1.584,70 € lordi al mese. Oltre questo cap l'indennità si ferma, per quanto alta sia stata la retribuzione di riferimento.
Attenzione a usare i valori giusti: per il 2026 la soglia è 1.456,72 € (non più 1.425,21 € del 2025) e il massimale è 1.584,70 € (non più 1.550,42 €). Questi importi sono fissati ogni anno dall'INPS con apposita circolare — per il 2026 la Circolare n. 4 del 28 gennaio 2026 — e diverse fonti online riportano ancora i valori dell'anno precedente. Per evitare errori conviene partire dai numeri aggiornati e, per una stima rapida, usare la calcolatrice NASpI.
Per il 2026 la soglia è 1.456,72 € e il cap 1.584,70 € (Circolare INPS n. 4/2026). I valori 2025 erano 1.425,21 € e 1.550,42 €: applicarli oggi sottostima l'indennità. Verifica sempre l'anno di riferimento dei dati che usi.
| Parametro NASpI 2026 | Valore | Note |
|---|---|---|
| Soglia di riferimento | 1.456,72 € | Sotto soglia: NASpI = 75% di R |
| 75% della soglia (quota fissa) | 1.092,54 € | Base per R ≥ soglia, più 25% dell'eccedenza |
| Tetto massimo mensile (cap) | 1.584,70 € | Importo lordo non superabile |
Passo 3 — La durata dell'indennità
Il terzo passo riguarda la durata della NASpI, che si calcola in modo del tutto indipendente dall'importo. La regola è semplice: l'indennità spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni. In formula: durata = settimane di contribuzione (ultimi 4 anni) ÷ 2, con un massimo di 24 mesi, ossia 104 settimane.
Vediamo con un esempio. Un lavoratore con 4 anni pieni di contributi ha all'incirca 208 settimane di contribuzione: la metà è 104 settimane, cioè 24 mesi. In questo caso la durata viene quindi limitata dal tetto dei 24 mesi: chi ha 4 anni o più di contributi continui riceve sempre la durata massima. Chi invece ha periodi più brevi o discontinui avrà una durata proporzionalmente inferiore — ad esempio, 80 settimane di contributi danno diritto a 40 settimane di NASpI (poco più di 9 mesi).
La durata determina per quanti mesi l'indennità verrà erogata, ma l'importo non resta costante per tutto il periodo: a partire da un certo mese subentra una riduzione progressiva, il décalage, che vediamo nel dettaglio nel paragrafo successivo. È questo il secondo fattore, dopo R, che distingue la NASpI «teorica» da quella effettivamente incassata mese per mese.
L'importo dipende dalla retribuzione media R; la durata dipende dalle settimane di contribuzione. Due lavoratori con lo stesso stipendio possono ricevere lo stesso importo mensile ma per un numero di mesi molto diverso, a seconda di quanti contributi hanno accumulato negli ultimi 4 anni.
Il décalage: la riduzione progressiva dell'assegno
La NASpI non viene pagata per intero per tutta la sua durata. È previsto un meccanismo di riduzione progressiva, chiamato décalage, che ha lo scopo di incentivare il rientro nel mondo del lavoro. La regola generale: a partire dal 6° mese di fruizione — più precisamente dal 151° giorno — l'importo si riduce del 3% ogni mese, applicato in modo composto, cioè il 3% viene calcolato ogni volta sull'importo già ridotto del mese precedente.
Composto significa che la riduzione non è lineare. Partendo da un importo di 1.103,36 €, il primo mese di décalage l'assegno diventa 1.103,36 × 0,97 = circa 1.070,26 €; il mese successivo 1.070,26 × 0,97 ≈ 1.038,15 €; poi ≈ 1.007,01 €, e così via, con un decremento che si fa via via più contenuto in valore assoluto. Dopo alcuni mesi la differenza rispetto all'importo iniziale diventa significativa: è un elemento da considerare nella programmazione delle proprie finanze durante la disoccupazione.
Esiste una tutela per i lavoratori più anziani: per chi ha compiuto almeno 55 anni alla data di presentazione della domanda, il décalage non parte dal 6° mese ma dall'8° mese di fruizione, cioè dal 211° giorno. Questi lavoratori percepiscono quindi l'importo pieno più a lungo prima che inizi la riduzione, a parità di tutte le altre condizioni.
Ogni mese il 3% si applica sull'importo del mese precedente, non sull'importo iniziale. Per questo la riduzione cresce nel tempo: pianifica le spese tenendo conto che dal 6° mese (o dall'8° se hai almeno 55 anni) l'assegno cala progressivamente.
| Mese di fruizione | Décalage (under 55) | Décalage (≥ 55 anni) |
|---|---|---|
| Dal 1° al 5° mese | Importo pieno | Importo pieno |
| 6° mese (dal 151° giorno) | −3% mensile composto | Importo pieno |
| 8° mese (dal 211° giorno) | Riduzione già in corso | −3% mensile composto |
Come viene tassata la NASpI
Gli importi visti finora sono lordi. La NASpI è infatti soggetta a IRPEF, perché ai fini fiscali è considerata un reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. L'INPS, in qualità di sostituto d'imposta, trattiene l'IRPEF direttamente sulle somme erogate, applicando gli scaglioni e le aliquote ordinarie. Al percettore spettano le detrazioni per redditi assimilati a lavoro dipendente previste dall'art. 13 del TUIR, che riducono l'imposta dovuta proprio come accade in una normale busta paga.
C'è però una differenza fondamentale rispetto allo stipendio: sulla NASpI non si applicano i contributi previdenziali INPS a carico del lavoratore. Il prelievo è quindi solo fiscale (IRPEF ed eventuali addizionali), non contributivo. In compenso il periodo di NASpI dà diritto all'accredito della contribuzione figurativa, utile ai fini pensionistici: in pratica, pur non versando contributi, quei mesi «contano» comunque per la pensione.
Proprio perché l'IRPEF dipende dalla situazione complessiva del contribuente (altri redditi nell'anno, detrazioni spettanti, addizionali regionali e comunali del proprio territorio), il netto della NASpI è sempre una stima. Per capire quanto incide l'imposta puoi confrontare il lordo con una simulazione di stipendio netto e con la calcolatrice IRPEF; l'importo definitivo, però, è quello che risulta dal prospetto dell'INPS.
La NASpI sconta l'IRPEF come reddito assimilato a lavoro dipendente (con le detrazioni dell'art. 13 TUIR), ma non i contributi previdenziali. In più matura contribuzione figurativa valida per la pensione. Il netto resta una stima: per il pagamento fa fede il prospetto INPS.
Esempi pratici di calcolo NASpI 2026
Vediamo il calcolo dell'importo su due casi concreti, applicando la formula NASpI = 75% × min(R; 1.456,72) + 25% × max(0; R − 1.456,72).
Esempio 1 — R = 1.500 € al mese. R supera la soglia di 1.456,72 €, quindi si applica la formula a due fasce. La quota fissa è 75% × 1.456,72 = 1.092,54 €; l'eccedenza è 1.500 − 1.456,72 = 43,28 €, su cui spetta il 25%, cioè 10,82 €. L'importo lordo mensile è 1.092,54 + 10,82 = 1.103,36 €. Siamo sotto il tetto di 1.584,70 €, quindi questo è l'importo effettivo (al lordo dell'IRPEF e prima del décalage).
Esempio 2 — R = 2.000 € al mese. Anche qui R supera la soglia. La quota fissa resta 1.092,54 €; l'eccedenza è 2.000 − 1.456,72 = 543,28 €, su cui il 25% vale 135,82 €. L'importo lordo è 1.092,54 + 135,82 = 1.228,36 € al mese, ancora entro il tetto massimo.
Durata — 4 anni pieni di contributi. Con circa 208 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni, la durata teorica è 208 ÷ 2 = 104 settimane, che corrispondono esattamente ai 24 mesi massimi: il calcolo viene quindi limitato dal tetto. In entrambi gli esempi precedenti, se il lavoratore ha 4 anni pieni di contributi, riceve l'indennità per 24 mesi, con l'importo pieno fino al 5° mese e poi ridotto del 3% mensile composto dal 6° mese in avanti.
Domande frequenti sulla NASpI 2026
Chi ha diritto alla NASpI nel 2026? Ne ha diritto chi ha perso il lavoro in modo involontario (licenziamento, dimissioni per giusta causa o in maternità, risoluzione consensuale in sede protetta) e ha almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione.
Come si calcola l'importo della NASpI? Si parte dalla retribuzione media mensile di riferimento R; l'indennità è il 75% di R fino alla soglia di 1.456,72 €, più il 25% della parte eccedente, con un tetto massimo di 1.584,70 € lordi al mese (valori 2026).
Qual è la soglia NASpI 2026? La soglia di riferimento è 1.456,72 € (non più 1.425,21 € del 2025) e il tetto massimo mensile è 1.584,70 € (non più 1.550,42 €), come stabilito dalla Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026.
Quanto dura la NASpI? Dura un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Con 4 anni pieni di contributi (circa 208 settimane) si raggiunge il tetto dei 24 mesi.
Che cos'è il décalage della NASpI? È la riduzione progressiva dell'importo: dal 6° mese di fruizione (151° giorno) l'assegno cala del 3% al mese, calcolato in modo composto sull'importo del mese precedente. Serve a incentivare il rientro al lavoro.
Il décalage cambia per chi ha più di 55 anni? Sì: per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda la riduzione del 3% mensile non parte dal 6° mese ma dall'8° mese di fruizione (211° giorno), così l'importo pieno viene mantenuto più a lungo.
La NASpI è tassata? Sì: è soggetta a IRPEF come reddito assimilato a lavoro dipendente, con le detrazioni dell'art. 13 del TUIR trattenute dall'INPS come sostituto d'imposta. Non sono invece dovuti contributi previdenziali a carico del percettore.
Sulla NASpI si pagano i contributi INPS? No: sulla NASpI non si applicano contributi previdenziali a carico del lavoratore. Anzi, il periodo di disoccupazione indennizzata dà diritto alla contribuzione figurativa, valida ai fini della pensione.
Servono ancora 30 giornate di lavoro negli ultimi 12 mesi? No: quel requisito è stato abolito dalla Legge di Bilancio 2022 e non è più in vigore. Oggi conta solo lo stato di disoccupazione involontaria insieme alle 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti.
Il risultato di una calcolatrice NASpI è ufficiale? No: fornisce una stima utile a orientarsi su importo e durata. Per gli importi definitivi, le trattenute IRPEF e i casi particolari fa fede il prospetto dell'INPS, a cui spetta l'erogazione della prestazione.
In breve: la checklist del calcolo NASpI
Prima di considerare completo un calcolo NASpI per il 2026, verifica i punti che seguono: coprono i passaggi che, se trascurati, generano la maggior parte degli errori di stima.
Retribuzione di riferimento, settimane di contributi ed età cambiano molto il risultato. Per una stima rapida di importo e durata usa la calcolatrice NASpI; per capire l'impatto fiscale confronta con lo stipendio netto e con la calcolatrice IRPEF.
| Controllo | Perché conta |
|---|---|
| Hai verificato i requisiti (disoccupazione involontaria + 13 settimane) | Senza i requisiti la NASpI non spetta; le 30 giornate non contano più |
| Hai calcolato R come media degli ultimi 4 anni × 4,33 | R non è l'ultimo stipendio: dipende da imponibile e settimane di contributi |
| Hai usato la soglia 2026 di 1.456,72 € | Con la soglia 2025 (1.425,21 €) l'importo risulta sottostimato |
| Hai applicato il tetto massimo di 1.584,70 € | L'importo lordo non può superare il cap, per quanto alta sia R |
| Hai calcolato la durata come settimane ÷ 2, max 24 mesi | Importo e durata si determinano separatamente |
| Hai considerato il décalage dal 6° mese (8° se ≥55 anni) | Dal 151° giorno l'assegno cala del 3% mensile composto |
| Hai ricordato che è lordo e va tassato IRPEF | Il netto è una stima: niente contributi INPS, ma c'è l'IRPEF |
Per concludere
Calcolare la NASpI nel 2026 richiede di tenere insieme tre elementi: la retribuzione media di riferimento R (su cui si applica il 75% fino a 1.456,72 € più il 25% dell'eccedenza, entro il cap di 1.584,70 €), la durata (metà delle settimane di contributi degli ultimi 4 anni, fino a 24 mesi) e il décalage, che dal 6° mese riduce l'assegno del 3% mensile composto. Ricordando che gli importi sono lordi e soggetti a IRPEF, ma non a contributi, si arriva a una stima realistica di quanto si percepirà mese per mese.
Per orientarti sul tuo caso, parti dal calcolo di R, applica la formula dell'importo con i valori aggiornati al 2026, stima la durata in base ai contributi e tieni conto della riduzione progressiva. Per una simulazione immediata puoi usare la [calcolatrice NASpI](/lavoro-partita-iva/naspi/), tenendo presente che il netto è una stima e che, per gli importi definitivi e per il pagamento, fa sempre fede il prospetto dell'INPS.
Marco Riva si occupa da anni di fiscalità e adempimenti per privati, professionisti e titolari di partita IVA. Su CalcolatriceVip scrive guide pratiche e aggiornate su IRPEF, IVA, regime forfettario, buste paga e prestazioni come la NASpI, traducendo la normativa in passaggi chiari e calcoli concreti.
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Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2026