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Calcolo del TFR: come funziona tra accantonamento, rivalutazione e tassazione

Il TFR, il trattamento di fine rapporto, è la somma che spetta a ogni lavoratore dipendente quando il rapporto di lavoro si chiude. È la classica «liquidazione», ma il modo in cui matura è meno banale di quanto si creda: ogni anno si accantona una quota dello stipendio, il fondo accumulato si rivaluta secondo una formula di legge e, al momento dell'incasso, l'importo viene tassato a parte rispetto agli altri redditi. In questa guida vediamo cos'è il TFR e quando si percepisce, come si calcola l'accantonamento annuo, come funziona la rivalutazione del fondo con la sua imposta sostitutiva e come si stima la tassazione separata. Chiudiamo con un esempio completo da 30.000 € di RAL su 10 anni, numeri alla mano.

14 giugno 20269 min di letturaDi Marco Riva · Consulente fiscale e tributario
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Che cos'è il TFR e quando si percepisce

Il TFR è il trattamento di fine rapporto, la somma di denaro che il datore di lavoro deve corrispondere al lavoratore dipendente quando il rapporto di lavoro cessa, qualunque sia la causa: dimissioni, licenziamento, pensionamento, scadenza del contratto a termine. È quella che nel linguaggio comune si chiama «liquidazione» o «buonuscita». La sua disciplina è contenuta nell'art. 2120 del Codice Civile, che ne stabilisce sia il metodo di accantonamento sia la rivalutazione.

Il principio di fondo è una retribuzione differita: ogni anno il datore mette da parte una quota della retribuzione del dipendente, accantonandola fino alla fine del rapporto. Il TFR matura mese per mese, ma il calcolo si riferisce alla retribuzione dell'intero anno. Spetta a tutti i lavoratori dipendenti, del settore privato come — con regole proprie — del pubblico impiego.

Il TFR si percepisce di regola alla cessazione del rapporto di lavoro. In alcuni casi, però, il lavoratore può chiedere un anticipo durante il rapporto, oppure può scegliere di destinare le quote maturande a un fondo pensione invece di lasciarle in azienda: sono due possibilità che vedremo più avanti. Per stimare il tuo importo puoi usare la calcolatrice del TFR.

Tre grandezze da tenere distinte

Nel TFR convivono tre numeri diversi: la quota accantonata ogni anno, la rivalutazione del fondo già accumulato e la tassazione finale. Il TFR lordo è la somma di quote e rivalutazioni; il TFR netto è ciò che resta dopo le imposte. Confonderli è l'errore più comune.

Passo 1 — L'accantonamento annuo: RAL ÷ 13,5 meno il contributo IVS

Il primo passo del calcolo è la quota annua che si accantona. La regola dell'art. 2120 c.c. è semplice: la quota lorda è pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Dividere per 13,5 equivale a prendere circa il 7,41% della retribuzione (1 ÷ 13,5 = 0,0741). Nelle nostre simulazioni usiamo la RAL (retribuzione annua lorda) come base, che ne è una buona approssimazione.

Su questa quota lorda grava però un prelievo: il contributo aggiuntivo IVS dello 0,50% della retribuzione, previsto dall'art. 3 della L. 297/1982, che il datore trattiene e versa all'INPS. La quota che effettivamente alimenta il fondo TFR è quindi il 7,41% meno lo 0,50%, cioè una quota netta di circa il 6,91% della RAL. Su una retribuzione di 30.000 € la quota netta annua è all'incirca 30.000 ÷ 13,5 − (30.000 × 0,50%) = 2.222 − 150 = 2.072 €.

Questo è il «mattone» che si ripete ogni anno. Sommando le quote nette di tutti gli anni di servizio si ottiene il capitale accumulato, cioè la parte del TFR che deriva dai puri accantonamenti, prima di considerare la rivalutazione. È un dettaglio che molte calcolatrici online trascurano: omettendo il contributo IVS dello 0,50% mostrano un lordo più alto di quello reale.

Attenzione al contributo IVS dello 0,50%

Dividere la RAL per 13,5 dà la quota lorda (≈7,41%). La quota che davvero finisce nel fondo è al netto del contributo IVS dello 0,50%, quindi ≈6,91%. Le calcolatrici che lo ignorano sovrastimano il TFR: nel nostro esempio mostrerebbero un lordo di ~25.475 € invece dei ~23.756 € corretti.

Passo 2 — La rivalutazione annua del fondo

Il TFR non resta fermo: il fondo già accumulato viene rivalutato ogni anno per non perdere valore con l'inflazione. La formula dell'art. 2120 c.c. è un tasso composto da due parti: una quota fissa dell'1,5% più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI (l'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati). Se in un anno l'ISTAT FOI cresce del 2%, il tasso di rivalutazione è 1,5% + (75% × 2%) = 1,5% + 1,5% = 3%.

Due dettagli tecnici contano. Primo: la rivalutazione si applica escludendo la quota dell'anno in corso, cioè si calcola sul fondo esistente al 31 dicembre dell'anno precedente. Secondo: opera su base composta, perché ogni anno il tasso si applica anche alle rivalutazioni già maturate negli anni passati. Per questo, a parità di anni, il fondo cresce un po' più di quanto suggerirebbe una semplice somma lineare.

Sulla rivalutazione si paga un'imposta sostitutiva, distinta da quella sul capitale. L'aliquota è del 17% e viene applicata, di norma anno per anno, sulla rivalutazione maturata. Attenzione: il 17% è il valore in vigore — l'aliquota era dell'11% fino al 2014 ed è stata elevata al 17% dalla L. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), nel quadro dell'art. 11 del D.Lgs. 47/2000. È quindi sbagliato usare ancora l'11% per un calcolo aggiornato al 2026.

Imposta sulla rivalutazione: 17%, non 11%

L'imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR è il 17% (L. 190/2014). L'11% vale solo per i periodi fino al 2014: applicarlo a un calcolo attuale sottostima le imposte e gonfia il netto. La quota fissa dell'1,5% + 75% dell'ISTAT FOI è invece invariata.

Passo 3 — La tassazione separata del capitale

Il capitale del TFR (le quote accantonate, al netto del contributo IVS) non si somma agli altri redditi dell'anno: sarebbe penalizzante, perché farebbe scattare aliquote IRPEF altissime su una somma maturata in molti anni. La legge prevede invece la tassazione separata disciplinata dall'art. 19 del TUIR, pensata proprio per i redditi a formazione pluriennale.

Il meccanismo di stima è in tre tempi. Primo: si calcola il reddito di riferimento = (capitale ÷ anni di servizio) × 12. In pratica si «spalma» il capitale sugli anni di maturazione e lo si annualizza, ottenendo un reddito teorico annuo. Secondo: su questo reddito di riferimento si calcola l'IRPEF con gli scaglioni ordinari (per il 2026: 23% fino a 28.000 €, 33% tra 28.000 e 50.000 €, 43% oltre 50.000 €) e se ne ricava l'aliquota media = IRPEF ÷ reddito di riferimento. Terzo: questa aliquota media si applica all'intero capitale per ottenere l'imposta separata.

È fondamentale chiarire che il risultato è una stima. L'aliquota definitiva non è quella che calcoli oggi: l'Agenzia delle Entrate riliquida il TFR sulla base dell'aliquota media dei 5 anni precedenti alla cessazione, e può quindi addebitare o rimborsare la differenza. La stima resta comunque preziosa per avere un ordine di grandezza realistico del netto. Per provare con i tuoi numeri usa la calcolatrice del TFR; per capire come si formano le aliquote IRPEF è utile la guida al calcolo dell'IRPEF.

Perché «separata» e non con gli altri redditi

Il TFR matura in tanti anni ma si incassa in una volta. Sommarlo al reddito dell'ultimo anno spingerebbe tutto nello scaglione del 43%. La tassazione separata calcola invece un'aliquota media su un reddito «annualizzato», ammorbidendo il prelievo: è un meccanismo di favore, non una complicazione gratuita.

TFR in azienda o nel fondo pensione: una scelta che pesa

Il lavoratore può decidere dove far confluire le quote di TFR che matureranno: lasciarle in azienda (dove si rivalutano con la formula dell'art. 2120 c.c., 1,5% + 75% ISTAT) oppure destinarle a un fondo pensione di previdenza complementare. Sono due strade con logiche diverse, e la scelta — una volta fatta per la previdenza complementare — è in genere irreversibile per le quote conferite.

Il TFR lasciato in azienda offre una rivalutazione prudente e prevedibile, con l'imposta sostitutiva del 17% sui rendimenti. Il TFR nel fondo pensione è invece investito sui mercati: il rendimento è potenzialmente più alto ma variabile, e gode di una tassazione agevolata in uscita (l'aliquota sulla prestazione parte dal 15% e può scendere fino al 9% in base agli anni di partecipazione). Non esiste una scelta «giusta» in assoluto: dipende da orizzonte temporale, propensione al rischio ed esigenze di liquidità.

Questa guida si concentra sul TFR mantenuto in azienda, che è il caso standard e quello che la calcolatrice del TFR stima. Per la previdenza complementare valgono regole fiscali specifiche, che conviene valutare con un consulente prima di decidere.

L'anticipo del TFR: quando si può chiedere

Durante il rapporto di lavoro è possibile, a certe condizioni, ottenere un anticipo del TFR, cioè incassare in anticipo una parte di quanto maturato. L'art. 2120 c.c. fissa i requisiti generali: di norma serve un'anzianità di almeno 8 anni presso lo stesso datore, l'anticipo può arrivare fino al 70% del TFR maturato e può essere richiesto una sola volta nel corso del rapporto.

Le causali sono tipizzate: principalmente spese sanitarie straordinarie per terapie e interventi riconosciuti, acquisto della prima casa per sé o per i figli, e i casi legati a congedi parentali e formazione. I contratti collettivi possono prevedere condizioni di maggior favore. Anche l'anticipo è soggetto a tassazione separata, con la riliquidazione finale da parte dell'Agenzia delle Entrate al momento della cessazione del rapporto.

Esempio completo: 30.000 € di RAL su 10 anni

Mettiamo insieme i tre passi con un caso concreto: un lavoratore con RAL di 30.000 €, 10 anni di servizio e un'inflazione ISTAT FOI assunta al 2% annuo. La quota netta annua, come visto, è di circa 2.072 € (30.000 ÷ 13,5 meno il contributo IVS dello 0,50%). Su 10 anni le quote accumulano un capitale di circa 20.722 €.

Anno dopo anno il fondo si rivaluta dell'1,5% + 75% × 2% = 3%, su base composta. Le rivalutazioni complessive valgono circa 3.033 €, portando il TFR lordo accumulato a circa 23.756 € (20.722 € di capitale + 3.033 € di rivalutazioni). Su queste rivalutazioni si paga l'imposta sostitutiva del 17%, pari a circa 516 €.

Veniamo alla tassazione separata del capitale. Il reddito di riferimento è (20.722 ÷ 10) × 12 ≈ 24.867 €: ricade interamente nel primo scaglione, quindi l'aliquota media è circa il 23%. Applicata al capitale, l'imposta separata vale circa 4.766 €. Il TFR netto stimato è quindi pari al lordo meno le imposte: 23.756 − 516 − 4.766 ≈ 18.474 €.

Un secondo caso per fissare l'idea: RAL di 25.000 €, 5 anni di servizio, ISTAT al 2%. Il TFR lordo si attesta su circa 9.168 €, con un netto stimato di circa 7.091 €. Bastano questi numeri per capire quanto incidano gli anni di servizio e l'inflazione assunta.

Il calcolo del TFR su RAL 30.000 € in 10 anni
Calcolo del TFR su RAL 30.000 euro in 10 anniCapitale accumulato circa 20.722 euro piu rivalutazioni circa 3.033 euro danno un TFR lordo di circa 23.756 euro. Sottraendo l'imposta sostitutiva del 17 per cento sulla rivalutazione, circa 516 euro, e l'imposta separata sul capitale, circa 4.766 euro, il TFR netto stimato e circa 18.474 euro.RAL 30.000 € · 10 ANNI · ISTAT FOI 2% → TFR LORDOCapitale (quote)20.722 €+Rivalutazioni3.033 €TFR lordo23.756 €DAL LORDO AL NETTO STIMATOTFR lordo23.756 €− imposteSostitutiva 17% + separata516 € + 4.766 €TFR netto stimato18.474 €
RAL 30.000 € per 10 anni con ISTAT al 2%: TFR lordo ≈ 23.756 €, imposte ≈ 5.282 €, TFR netto stimato ≈ 18.474 €.
Voce del calcoloEsempio 30.000 € · 10 anniEsempio 25.000 € · 5 anni
RAL e ISTAT FOI assunto30.000 € · 2%25.000 € · 2%
Quota netta annua (≈6,91%)≈ 2.072 €≈ 1.727 €
Capitale accumulato≈ 20.722 €incluso nel lordo
Rivalutazioni del fondo≈ 3.033 €incluse nel lordo
TFR lordo≈ 23.756 €≈ 9.168 €
Imposta sostitutiva 17%≈ 516 €
Reddito di riferimento → aliquota media≈ 24.867 € → ≈ 23%
Imposta separata sul capitale≈ 4.766 €
TFR netto stimato≈ 18.474 €≈ 7.091 €

Domande frequenti sul calcolo del TFR

Come si calcola la quota annua del TFR? Si divide la retribuzione annua per 13,5, che equivale a circa il 7,41%, e si sottrae il contributo aggiuntivo IVS dello 0,50% della retribuzione. La quota netta che alimenta il fondo è quindi circa il 6,91% della RAL.

Perché si divide proprio per 13,5? È il divisore fissato dall'art. 2120 del Codice Civile per la quota annua del TFR. Dividere per 13,5 dà circa il 7,41% della retribuzione utile dell'anno, prima del contributo IVS dello 0,50%.

Come funziona la rivalutazione del TFR? Il fondo già accumulato si rivaluta ogni anno dell'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT FOI, su base composta e sul fondo escluso l'accantonamento dell'anno in corso. Con un'inflazione del 2% il tasso è 1,5% + 1,5% = 3%.

Quanto si paga di imposta sulla rivalutazione del TFR? L'imposta sostitutiva sulle rivalutazioni è il 17%. Non è più l'11%, valore in vigore fino al 2014 ed elevato al 17% dalla L. 190/2014, in attuazione dell'art. 11 del D.Lgs. 47/2000.

Come è tassato il capitale del TFR? Con la tassazione separata dell'art. 19 del TUIR. Si calcola un reddito di riferimento pari a (capitale ÷ anni) × 12, su cui si determina l'aliquota media IRPEF, poi applicata all'intero capitale.

Il netto del TFR calcolato è definitivo? No, è una stima. L'aliquota definitiva è riliquidata dall'Agenzia delle Entrate sulla media delle aliquote IRPEF dei 5 anni precedenti alla cessazione, con conguaglio a credito o a debito.

Quanto è il TFR su una RAL di 30.000 € dopo 10 anni? Con un'inflazione ISTAT del 2%, il TFR lordo è circa 23.756 € (capitale ≈ 20.722 € più rivalutazioni ≈ 3.033 €) e il netto stimato è circa 18.474 €, dopo imposta sostitutiva e tassazione separata.

Perché alcune calcolatrici mostrano un TFR più alto? Spesso perché omettono il contributo IVS dello 0,50%. Senza quel prelievo il lordo dell'esempio salirebbe a circa 25.475 € invece dei 23.756 € corretti, sovrastimando l'importo reale.

Si può chiedere un anticipo del TFR? Sì, di norma con almeno 8 anni di anzianità presso lo stesso datore, una sola volta, fino al 70% del maturato e per causali tipizzate come spese sanitarie o acquisto della prima casa. I CCNL possono prevedere condizioni migliori.

Conviene lasciare il TFR in azienda o nel fondo pensione? Dipende da orizzonte temporale, rischio ed esigenze di liquidità. In azienda la rivalutazione è prudente (1,5% + 75% ISTAT, imposta 17%); nel fondo pensione il rendimento è variabile ma la tassazione in uscita è agevolata, dal 15% fino al 9%.

In breve: la checklist del calcolo del TFR

Prima di considerare attendibile una stima del TFR, controlla i punti che seguono: coprono i passaggi che, se trascurati, falsano il risultato.

Fai i conti sul tuo caso

RAL, anni di servizio e inflazione assunta cambiano molto il risultato. Per una stima rapida di lordo e netto usa la calcolatrice del TFR; per il tuo reddito mensile vedi lo stipendio netto e per le aliquote la guida all'IRPEF.

ControlloPerché conta
Hai usato la RAL ÷ 13,5 per la quota lordaÈ il divisore di legge (art. 2120 c.c.), pari a circa il 7,41%
Hai sottratto il contributo IVS dello 0,50%La quota netta che alimenta il fondo è ≈6,91%, non il 7,41% pieno
Hai rivalutato con 1,5% + 75% ISTAT FOILa rivalutazione composta protegge il fondo dall'inflazione
Hai applicato il 17% sulla rivalutazioneL'imposta sostitutiva è il 17%, non più l'11% pre-2015
Hai usato la tassazione separata sul capitaleReddito di riferimento (capitale ÷ anni) × 12 → aliquota media
Hai considerato il risultato come stimaIl netto definitivo lo riliquida l'Agenzia delle Entrate sui 5 anni precedenti

Per concludere

Calcolare il TFR significa tenere insieme tre meccanismi: l'accantonamento annuo (RAL ÷ 13,5 meno il contributo IVS dello 0,50%), la rivalutazione composta del fondo (1,5% + 75% dell'ISTAT FOI, con imposta sostitutiva del 17%) e la tassazione separata del capitale (art. 19 TUIR). Sommando quote e rivalutazioni si ottiene il lordo; sottraendo le imposte si arriva al netto. Nel nostro esempio da 30.000 € su 10 anni il TFR lordo è di circa 23.756 € e il netto stimato di circa 18.474 €.

Tieni però sempre presenti i limiti della stima: la «retribuzione utile» definita dal CCNL può differire dalla RAL, l'inflazione ISTAT futura è un'assunzione e il netto definitivo dipende dalla riliquidazione dell'Agenzia delle Entrate sulle aliquote dei 5 anni precedenti. Per un calcolo immediato puoi usare la [calcolatrice del TFR](/lavoro-partita-iva/calcolo-tfr/), ricordando che per gli importi ufficiali fanno fede il datore di lavoro, l'Agenzia delle Entrate e, nei casi dubbi, un professionista abilitato.

Marco Riva
Consulente fiscale e tributario

Marco Riva si occupa da anni di fiscalità per privati, professionisti e titolari di partita IVA. Su CalcolatriceVip scrive guide pratiche e aggiornate su IVA, IRPEF, regime forfettario, buste paga e adempimenti, traducendo la normativa in passaggi chiari e calcoli concreti.

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Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2026